L’anemia da carenza di ferro è una patologia che compromette non solo la salute del corpo, ma anche quella della mente. Tra i sintomi, infatti, non vi è solo debolezza e pallore, ma anche un’aumentata difficoltà nel compiere sforzi cognitivi e memorizzare informazioni importanti, con significative conseguenze in ogni ambito della quotidianità.
Quali sono le cause di questo disturbo e cosa succede alla mente di un soggetto anemico? Scoprilo continuando a leggere questo articolo!
Le cause dell’anemia da carenza di ferro
Le cause dell’anemia possono dipendere dalle problematiche di malassorbimento e metabolismo del ferro o carenze di vitamine come acido folico (anemia megaloblastica). L’anemia da carenza di ferro (o sideropenica) è sicuramente quella più diffusa, soprattutto nei casi di donne con mestruazioni troppo abbondanti, gravidanza e allattamento. Può dipendere tuttavia anche da cause patologiche, come emorragie da trauma o terapie specifiche.

Anemia e difficoltà di concentrazione
Il ferro è il minerale presente in maggiore quantità nel corpo e compone alcuni enzimi coinvolti nei più importanti processi metabolici. Contenuto nell’emoglobina, a sua volta presente nei globuli rossi, ha il compito di trasportare ossigeno in tutti i tessuti, anche quelli nervosi. Una cattiva ossigenazione può causare un netto calo della resistenza fisica e immunitaria, ed è stato riscontrato che comprometta anche la funzione cognitiva di memoria, concentrazione e apprendimento. Inoltre, il ferro interagisce direttamente sui neurotrasmettitori cerebrali, in particolare sulla produzione di dopamina, necessaria per adempiere alle funzioni cognitive.
Una carenza di ferro, dunque, porta con sé diverse sintomatologie che affliggono la sfera psico-fisica:
- Difficoltà nella concentrazione e memoria;
- Irritabilità, e confusione mentale;
- Affaticamento;
- Cefalea;
- Vertigini.
L’anemia ti crea problemi a lavoro? Aiutati con l’integrazione naturale
Il basso livello di ferro e la conseguente anemia influiscono sulla quotidianità in modo negativo. E quindi sì, anche sul rendimento lavorativo. Capita spesso infatti che le persone anemiche riscontrino una certa difficoltà a compiere alcuni semplici sforzi come:
- ricordare scadenze e impegni;
- tenere a mente nozioni importanti;
- concentrarsi per un lungo periodo di tempo su una sola attività;
- trasportare pesi.
In molti casi, proprio a causa di questo senso costante di affaticamento, l’anemia può essere fonte dio ansia, confusione e irritabilità.
Gli integratori a base di ferro rappresentano un supporto utile per integrare le riserve di questo minerale. Solitamente massimizzano i loro risultati se associati a sostanze come Vitamina C, che rende il ferro più assimilabile; acido folico e vitamine del gruppo B, che aumentano la produzione di globuli rossi e offrono supporto contro la stanchezza.
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