Sei in dolce attesa? Abbiamo un’informazione importante per te: il ferro basso in gravidanza è un disturbo molto frequente, interessa circa il 40% delle donne in stato interessante. Se sei incinta, non sottovalutare il ferro basso. Valori troppo carenti possono portare, infatti, anche a gravi conseguenze per te e per il tuo bambino.

Ti spieghiamo quali e, per aiutarti ad affrontare seriamente il problema, ti suggeriamo i migliori integratori di ferro in gravidanza.

Anemia gravidanza sintomi

Nelle sue prime fasi, l’anemia può spesso risultare asintomatica o presentare sintomi così scarsamente evidenti da andare a confondersi con quelli che generalmente accompagnano una normale gravidanza. Tra questi:

  1. stanchezza;
  2. pallore della pelle e delle labbra;
  3. difficoltà di concentrazione;
  4. mal di testa;
  5. vertigini;
  6. battito cardiaco irregolare;
  7. dispnea (mancanza del respiro sotto sforzo);
  8. bassa temperatura corporea;
  9. irritabilità.

Per verificare l’insorgenza di una carenza di ferro occorre quindi effettuare le analisi del sangue, che fanno parte, del resto, degli accertamenti prenatali di routine. I medici, generalmente, eseguono diversi test per accertarsi che non vi sia una carenza di globuli rossi nel sangue: lo screening prevede la verifica della concentrazione di emoglobina (emocromo) e di altri indicatori utili per diagnosticare una situazione di sospetta anemia, come la ferritina bassa in gravidanza (che indica le riserve di ferro disponibili all’organismo).

ferro basso in gravidanza

Carenza di ferro in gravidanza: cosa comporta

Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero di ferro nella donna è di circa 30 mg, quasi il doppio rispetto ai 18 mg necessari a una donna non incinta.

Oltre ai sintomi descritti prima nella mamma, se l’anemia in gravidanza non viene curata prontamente, le conseguenze possono coinvolgere anche il bambino, con un aumento del rischio di parto prematuro e la possibilità che il nascituro abbia un peso troppo basso.

L’emocromo va ripetuto soprattutto alla 28a settimana, perché è proprio in questa fase della gravidanza che aumenta in modo significativo il rischio di anemia gravidica.

Conoscere la concentrazione dell’emoglobina in vista del parto è estremamente importante, perché durante il parto la donna perde inevitabilmente una certa quantità di sangue. Se la partoriente era già anemica, può rendersi necessario anche il ricorso a una trasfusione.

Globuli rossi bassi gravidanza: rimedi

Come prevenire queste situazioni di rischio?

In primo luogo, è importante per tutte le donne in stato interessante seguire un’alimentazione bilanciata che assicuri il corretto apporto di ferro all’organismo, sotto controllo medico. Tuttavia questo può non bastare e si rendono necessari degli integratori: infatti, una supplementazione di ferro è indicata non solo per le future mamme con anemia gravidica diagnosticata, ma anche nei casi a rischio, cioè in presenza di gravidanza gemellare, fibromi uterini e placenta previa.

Per risolvere il problema dell’anemia in gravidanza possono essere indicati integratori naturali come Ferrolat e Ferrolat Plus nelle sue varie versioni: ferro in compresse, ferro in gocce o liquido.
Ferrolat è un integratore di ferro e vitamina C che contiene, inoltre, lattoferrina e acido folico. Oltre a contribuire alla riduzione della sensazione di stanchezza e affaticamento, Ferrolat coadiuva la normale funzione del sistema immunitario.

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