
Ansia da Covid: calano i contagi, ma non i disturbi emotivi
Ansia da Covid: con la curva in discesa dei contagi rispetto ai primi lockdown possiamo dire che i problemi di ansia e disturbi emotivi siano calati?
La pandemia ha infettato anche la mente degli italiani: la paura del contagio, la crisi socioeconomica e l’incertezza sul presente hanno provocato stati d’ansia e depressione in molte fasce della popolazione. Recenti studi hanno dimostrato che la migliorata gestione della patologia da Covid-19 e la campagna vaccinale in corso hanno diminuito la diffusione del contagio, ma che c’è ancora molta strada da fare per un miglioramento della salute mentale che la pandemia ha compromesso.
Scopri di più leggendo l’articolo!
Casi di Covid in calo. Migliora la salute mentale?
La diffusione del Covid-19 sta gradualmente diminuendo il numero delle sue vittime, eppure i casi di contagio sono ancora alti. Il miglior trattamento della patologia, l’introduzione dei vaccini e l’alta probabilità di una rapida negativizzazione hanno lasciato un po’ di respiro agli italiani, che ancora devono far fronte alle conseguenze della paura, della crisi socioeconomica e dell’incertezza sul futuro.
La pandemia ha avuto ripercussioni emotive e culturali tali da ampliare o innescare malesseri psichici. Metà delle persone contagiate manifesta malesseri mentali di vario tipo e gravità, con un’incidenza del 42% di ansia o insonnia, del 28% di disturbo post-traumatico da stress e del 20% di disturbo ossessivo-compulsivo; inoltre, il 32% di chi è venuto in contatto col virus sviluppa sintomi depressivi.
Il problema, però, non riguarda solo la malattia e i sintomi che essa porta con sé.
La disoccupazione e il basso reddito peggiorano le condizioni di benessere per molti italiani, e tutte le condizioni di fragilità sanitaria, emotiva, sociale che si stanno creando nel Paese moltiplicano esponenzialmente le loro conseguenze negative sul benessere psicofisico della popolazione.

Quale fascia della popolazione è più colpita da ansia e depressione?
Quali sono le più diffuse cause dei disturbi depressivi che molti italiani si trovano a dover affrontare?
- l’isolamento,la naturale avversione dell’uomo per la segregazione o la restrizione delle relazioni sociali in favore delle distanze di sicurezza. Il rapporto con la socialità è radicalmente cambiato, come sono cambiate le dinamiche degli incontri e del tempo passato con le persone care.
- il deterioramento delle relazioni: scegliere fra la salute e le relazioni sociali ha portato tuttora molte persone a rifuggire incontri e appuntamenti, innescando un senso di solitudine ed incertezza aggravato anche dalla mancanza di confronti e prospettive in ambito professionale.
Ad alto rischio di disturbi emotivi sono soprattutto le donne, più predisposte a soffrirne e maggiormente penalizzate dalle ripercussioni del Covid-19. A differenza della maggior parte degli uomini sono state costrette a lasciare l’impiego, dedicandosi alla cura della casa e della famiglia. I giovani dai 16 ai 34 anni hanno visto rallentare le proprie abitudini di vita, con conseguenze significative dal punto di vista scolastico e del mondo del lavoro. Anche gli anziani, più esposti al graduale declino cognitivo, sono più fragili di fronte agli effetti della pandemia.
Ansia da covid: gli studi sulla diffusione dei malesseri emotivi post-lockdown
Negli anni recenti è stato appurato un graduale e inarrestabile aumento degli stati di ansia, depressione e forte stress in risposta alla pandemia a livello globale.
Per quanto riguarda il nostro paese ho individuato 2 studi particolarmente significativi.
Uno studio redatto dall’Università dell’Aquila, Università di Roma Tor Vergata, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, e Fondazione IRCCS Fondazione Santa Lucia ha rilevato dati interessanti sulle conseguenze psicologiche della pandemia. Su un campione di 18.147 individui italiani ha mostrato alti tassi di sintomi da stress post-traumatico (37,14%), stress percepito (21.9%), depressione (17.3%), ansia (20.8%) e disturbi del sonno (7.3%), in particolar modo in individui di sesso femminile.
Un’intervista online su 2291 italiani a novembre 2020 fotografava la situazione già dopo la fine del lockdown. Lo studio ha indagato la relazione tra diffusione del COVID e sentimenti di ansia (32,1% degli intervistati), disagio psicologico (41,8%), disturbi del sonno (57,1%) e sintomi da stress post-traumatico (7,6%). Anche in questo caso le più colpite sembrano essere state le donne, assieme ai giovani adulti.
Cosa si può fare per gestire al meglio l’onda di depressione e ansia innescati dal Covid-19?
Migliorare la consapevolezza di quanto sia importante prendersi cura del proprio benessere mentale è senza subbio uno dei primi obiettivi che le istituzioni devono perseguire, perché non si demonizzino percorsi psicoterapeutici che aiutino le persone più fragili a confrontarsi con la propria emotività. L’ascolto di un professionista della salute mentale è fondamentale per uscire dalla spirale di solitudine e mancato senso di realizzazione.
Ad oggi, nei casi più lievi e trattabili naturalmente, sono molto utili integratori come Ansioten, a base di Melatonina, Teanina e Valeriana. Questi estratti vegetali, se presi sotto consiglio di un medico, aiutano a favorire il rilassamento, a calmare le proprie preoccupazioni e liberarsi dell’insonnia che spesso è uno dei sintomi ansiosi presenti in molti casi.
Clicca qui per conoscere i benefici di Ansioten a supporto del miglioramento dell’umore e nell’affrontare i malesseri emotivi.
Articoli Recenti
Il cambiamento di stagione è un momento dell'anno che molto spesso può destabilizzare l'organismo, provocando ansia [...]
Perchè è importante ridurre il colesterolo e tenerlo sotto controllo? L'ipercolesterolemia (ossia il livello di colesterolo [...]
Svolge un ruolo chiave nella produzione di energia a livello cellulare e nel funzionamento del muscolo [...]


