Diagnosi e prevenzione dell’anemia sideropenica: l’importanza dell’alimentazione e dell’integrazione naturale

Autore:

Carepharm

Data:

Febbraio 16, 2022

L’anemia sideropenica è senza dubbio una malattia diffusa soprattutto tra giovani e donne in gravidanza, quando è scatenata dalla carenza di ferro nel sangue. Pallore, stanchezza, unghie e capelli fragili, mal di testa frequenti sono solo alcuni dei sintomi dell’anemia, ma è necessario diagnosticarla tramite analisi del sangue per una terapia adeguata. Alimentazione adeguata e integrazione si rivelano due vie efficaci e di supporto per riequilibrare i livelli di ferro.

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L’anemia sideropenica

L’anemia sideropenica, o anemia da carenza di ferro, è la forma più diffusa di anemia nel mondo perché diffuse sono le problematiche legate all’assorbimento del ferro nel sangue, soprattutto nei bambini, negli adolescenti, e nelle donne in gravidanza e allattamento.  La scarsità di ferro comporta una riduzione dell’emoglobina che trasporta ossigeno nei tessuti capacità di trasporto dell’ossigeno e dunque una scarsa ossigenazione dei tessuti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, può essere diagnosticata l’anemia se i livelli di ferro si trovano al di sotto di 12 grammi per decilitro (g/dL) nelle donne e di 13,4 g/dL negli uomini.

L’anemia può essere causata da sanguinamenti ed emorragie, interne ed esterne, che diminuiscono i livelli di ferro come nel caso del flusso mestruale nelle donne fertili o per via di polipi del colon-retto o ulcere peptiche.

Lo scarso assorbimento di ferro può essere dovuto anche ad alterazioni del metabolismo, da un’alimentazione povera di questo nutriente o nei periodi di aumentato fabbisogno come nelle fasi di gravidanza e allattamenti. In questi casi, infatti, il ferro si rivela necessario per lo sviluppo del feto.

Affanno e stanchezza costate sono solo alcuni dei sintomi caratteristici dell’anemia sideropenica.  Sono infatti a accompagnati da:

  • pallore
  • irritabilità
  • cefalea e vertigini;
  • insonnia
  • fragilità di unghie e capelli;
  • inappetenza;
  • accelerazione del battito cardiaco
  • formicolio alle gambe (sindrome delle gambe senza riposo)

Diagnosi e prevenzione nei casi di anemia sideropenica

Secondo le linee guida, per una corretta diagnosi di anemia sideropenica, è bene valutare diversi esami del sangue per determinare i livelli di ferro (sideremia) nel sangue. Gli esami più comuni sono:

  • Emocromo completo, che misura la quantità dei globuli rossi, livelli dell’ematocrito (HCT), e dell’emoglobina (Hb), e di altri parametri;
  • Transferrina, la proteina di trasporto del ferro;
  • Ferritina che indica il deposito di ferro presente nell’organismo.

La terapia dell’anemia da carenza di ferro viene decisa sulla base dell’individuazione delle cause scatenanti, e prevede una specifica dieta per carenza di ferro che tenga conto dell’aumentata necessità di integrarlo nel sangue.

Nello specifico si prevede l’assunzione di vari alimenti, privilegiando la carne rossa e pollame, verdure a foglia verde, cereali, legumi, frutta secca e alimenti ricchi di vitamina c, che facilita l’assorbimento del ferro. L’alimentazione basata sull’integrazione di ferro è anche un’ottima strategia di prevenzione per i soggetti a rischio. Nella vita di tutti i giorni è importante ridurre il consumo di alcolici, tè nero, caffè e bevande gassate e zuccherate. È buona abitudine durante i pasti bere una spremuta di agrumi, che facilita l’assorbimento di ferro nell’organismo.

Anemia integratori: quali i più efficaci?

La terapia con integratori alimentari di ferro è in grado di normalizzarne i livelli nel sangue anche in breve tempo e aumentare la concentrazione di emoglobina nel sangue. Sono disponibili prodotti per uso orale e prodotti iniettabili per via endovenosa in caso di particolari intolleranze.

Un integratore utile per combattere l’anemia in maniera efficace è senza dubbio Ferrolat Plus. La sua formula a base di Ferro è arricchita con Lattoferrina, la glicoproteina che trasporta ferro nel sangue con efficacia due volte superiore rispetto alla transferrina, e le vitamine B6 e C, che migliorano la produzione di globuli rossi e l’assorbimento del ferro.

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