Oggi, 31 maggio, è la giornata mondiale senza tabacco e chi si occupa di benessere e salute non può esimersi dal ricordare quale rischio per l’organismo rappresenti il tabagismo nel mondo e in Italia. Con il tempo è aumentata la consapevolezza di quanto sia importante smettere di fumare, ma la percentuale dei fumatori è ancora molto alta. Non cambiano, invece, il numero di patologie ad esso correlate, di cui sono vittime sempre più persone.

I dati dell’OMS sui fumatori nel mondo

I dati dell’OMS parlano di quasi 6 milioni di persone l’anno vittime del tabagismo, e tra queste oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo. Il fumo uccide una persona ogni sei secondi.

In Italia la situazione è preoccupante. Quasi un italiano su quattro (il 24,2% della popolazione) è un fumatore. Dopo anni di stasi, nel 2022 il numero dei fumatori è cresciuto di 800mila rispetto al 2019.

Questo aumento è dato molto probabilmente proprio dall’emergenza pandemica, e dall’aumento della preoccupazione e dell’instabilità emotiva. A fronte della consapevolezza diffusa dei danni del fumo, infatti, il tabagismo è una dipendenza che offre benefici immediati e pericolosi allo stato emotivo per via dei suoi effetti psicologici. Nel prossimo paragrafo illustreremo il meccanismo della dipendenza.

Come nasce il vizio del fumo?

Il vizio del fumo è causato da una sostanza specifica contenuta nelle sigarette: la nicotina, un alcaloide presente in concentrazione variabile dal 2 all’8%. Questa sostanza è in grado di produrre due tipologie di effetto: uno eccitante, uno sedativo e rilassante.

La nicotina viene inalata e assorbita a livello polmonare, entra immediatamente in circolo nel sangue arrivando nel sistema nervoso e raggiunge il cervello in meno di 10 secondi. Questo processo stimola la liberazione della dopamina che altera la trasmissione degli impulsi nervosi.

Le conseguenze di questo processo sono l’eccitazione, l’attivazione delle funzioni cerebrali legate all’attenzione, alla concentrazione, all’umore, e al contempo rilassamento e riduzione dello stress. Una sensazione di benessere generale molto breve che, una volta svanita, lascia il posto ad un calo significativo dell’umore che spinge a rincorrere quel rilassamento perduto accendendosi un’altra sigaretta. Così facendo si aumenta la dose di fumo per mantenere costante il livello di nicotina nel sangue.

In una sola sigaretta ci sono ben 4000 sostanze tossiche e 40 componenti cancerogene. Tra queste le più note sono: benzene, formaldeide, catrame, arsenico, cadmio, cromo, cianuro di idrogeno, monossido di carbonio, ossido di azoto, ammoniaca.

vizio del fumo

Le malattie legate al fumo

“Fumare fa male”. Questo, ormai, lo sappiamo. Ma quanto può danneggiarci davvero?

Ogni sigaretta fumata accresce il rischio cardiovascolare: I fumatori hanno da due a quattro volte più probabilità di andare incontro a una malattia cardiovascolare rispetto ai non fumatori.  Le patologie cardiovascolari sono infatti le più frequenti cause di decesso tra i fumatori. Primi fra tutti: ictus e infarto.

Come può il fumo aumentare il rischio di patologie legate alla salute del cuore?

  • riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore;
  • aumenta la pressione sanguigna e il battito cardiaco, gravando il cuore di un lavoro eccessivo;
  • danneggia la parete interna dei vasi sanguigni;
  • causa eccessiva vasocostrizione;
  • favorisce la dilatazione delle arterie, causando aneurisma aortico;
  • può sviluppare placche ostruttive e trombi nei vasi sanguigni.

Fumo e malattie respiratorie

Il fumo di tabacco è il primo responsabile del tumore del polmone: oltre due terzi dei morti nel mondo lo sono a causa per via di questa malattia. Uno dei più noti effetti del tabagismo a livello polmonare, tuttavia, è il rischio di sviluppare la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’enfisema polmonare.

Correlato all’abbassamento delle difese immunitarie causato dal fumo, nei fumatori aumenta il rischio di incorrere in infezioni. Non a caso una serie di studi condotti dopo l’inizio della pandemia COVID-19 hanno dimostrato correlazioni tra il fumo di sigaretta e lo sviluppo di una malattia da SARS-CoV-2 in forma più grave.

Consigli per smettere di fumare

Smettere di fumare significa ridurre rischio di malattie cardiovascolari dopo circa un anno. Dopo vent’anni si riavvicina a quello di chi non ha mai fumato.

Dare un taglio al vizio del fumo è possibile, ma a causa della dipendenza innescata dalla nicotina non è facile. Se si è veramente convinti di voler smettere, ci sono alcuni pratici consigli da poter adottare dirante questo percorso:

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  • ridurre gradualmente ma in modo costante il numero di sigarette fumate;
  • mettere a conoscenza le persone attorno a te del tuo proposito, perché possano sostenerti;
  • chiedere consiglio al tuo medico.

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