Il decadimento cognitivo è una condizione che interessa principalmente le persone di una certa età, quando cominciano ad invecchiare e trovano difficoltoso affidarsi alle capacità cognitive: improvvise dimenticanze, difficoltà a memorizzare appuntamenti o nuovi ricordi, alterazioni d’umore e della concentrazione sono alcuni dei sintomi che si possono provare.

L’aumento della popolazione anziana e uno stile di vita scorretto determinano ogni anno un numero sempre maggiore di casi di declino cognitivo, sia nella sua forma lieve (a cui ci si riferisce anche con l’acronimo di MCI) sia nello sviluppo di una condizione di demenza più grave e intrattabile.

Per scoprire di più sull’incidenza del declino cognitivo e come prevenirlo continua a leggere l’articolo!

Numeri e statistiche del decadimento cognitivo

L’Oms stima che nel mondo i casi di demenza siano circa 50 milioni, numero destinato a triplicare nei prossimi 30 anni nei paesi occidentali, mentre nella sola Regione europea questa malattia affligge circa 10 milioni di persone.

In Italia, secondo uno studio condotto a Roma dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – Università Cattolica, in collaborazione con l’IRCCS S. Raffaele Pisana, ci sono attualmente circa 735.000 persone affette da un tipo di lieve declino cognitivo chiamato Mild cognitive Impairment. Si tratta di un insieme di lievi deficit della memoria che non inficiano eccessivamente sulla qualità della vita quotidiana, ma che potrebbero essere indicatori di un futuro peggioramento di questa condizione.

Nel giro di 1-5 anni dalla diagnosi , infatti, un soggetto su due con declino cognitivo svilupperà la demenza vera e propria.

decadimento cognitivo

Perché la popolazione mondiale tende a sviluppare il declino cognitivo lieve e la demenza?

La demenza è considerata una patologia cronica degenerativa in crescente aumento, la cui  la prevalenza nei paesi industrializzati è circa dell’8% negli ultrasessantacinquenni e oltre il 20% dopo gli ottanta anni. Nel 2015 erano 47 milioni le persone nel mondo affette da una forma di demenza, e in Italia erano oltre 1 milione e 200 mila.

La causa che favorisce l’aumento dell’MCi e l’insorgere della demenza è chiaramente l’avanzare dell’età, e nelle statistiche incide dunque molto la presenza degli ultrasessantacinquenni che tendono ad essere soggetti per via del naturale invecchiamento, assieme a fattori genetici. Influiscono tuttavia anche fattori di rischio cardiovascolare, poiché questo tipo di patologie possono intaccare i vasi sanguigni cerebrali. Non sono da sottovalutare nemmeno le abitudini quotidiane: l’obesità e l’abuso di alcol o di sostanze tossiche influiscono sulle funzionalità cerebrali.

Declino cognitivo sintomi: come riconoscere episodi MCI?

I sintomi più comuni del deterioramento cognitivo lieve sono la difficoltà nell’immagazzinare nuove informazioni e alcuni altri deficit di memoria e concentrazione fra cui:

  • Incapacità di ricordare ciò che è stato fatto da poco, anche pochi giorni prima;
  • Impossibilità nel ricordare gli impegni e appuntamenti;
  • Dimenticare dove si son lasciate o dove si son viste delle cose;
  • Nella stessa conversazione, può succedere ripetere la stessa domanda più di una volta o dimenticare informazioni dette;  
  • confondere di date, eventi o festività;
  • irascibilità e irritabilità nelle conversazioni.

Come prevenire il declino cognitivo lieve?

Le linee guida “Risk reduction of cognitive decline and dementia” pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il 14 maggio 2019 sostengono l’attività fisica e uno stile di vita sano come strategie importanti per prevenire la demenza e il rischio di decadimento cognitivo nella popolazione generale.

Gli stili di vita influenzano infatti la nostra salute cognitiva. Cattive abitudini come il fumo, il consumo eccessivo di alcol, una alimentazione non equilibrata possono possono favorire il deterioramento cognitivo, così come il controllo di alcune malattie (quali l’ipertensione, diabete, obesità, depressione, ipercolesterolemia) possono invece prevenirne l’insorgenza.

Ad essere determinanti per la salute mentale sono anche i fattori  legati alla socialità e al rapporto con il mondo esterno:  l’isolamento sociale e l’assenza di stimoli cognitivi possono essere implicati nell’insorgenza della demenza e, in generale, del decadimento cognitivo. Uno stile di vita salutare che tenga conto sia della cura del corpo sia di quella psicologia è dunque una strategia di riduzione del rischio di demenza.

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