La carenza di ferro nei bambini è un fenomeno piuttosto comune che può dipendere da diversi fattori. Il ferro è un sale minerale essenziale per la corretta salute dell’organismo ed è quello presente in maggiori quantità nel sangue. Soprattutto per i piccoli, è quindi un elemento importantissimo per il corretto sviluppo psicofisico in quanto favorisce il trasporto di ossigeno alle cellule.

Il ferro è un minerale utile per regolare la qualità del sangue, incrementa la resistenza alle condizioni di stress ed è anche un valido alleato per prevenire l’insorgere di patologie poiché rafforza le difese immunitarie e aiuta ad avere maggiore energia.

La sua carenza è un problema da non trascurare poiché diminuisce la quantità di emoglobina nel sangue provocando l’insorgere dell’anemia.

Come riconoscere la carenza di ferro nei bambini?

Quando i bambini nascono hanno una quantità di ferro sufficiente per i primi 3, 4 mesi grazie all’alimentazione della madre durante la gravidanza. Trascorsi questi mesi diventa necessario assimilare questo minerale attraverso una corretta alimentazione.

Bisogna però considerare che l’assorbimento del ferro assunto attraverso la dieta equivale a circa il 10%, provocando così una carenza che nel periodo dell’infanzia è un problema molto comune per tanti bambini.

La carenza di ferro nei bambini non deve essere sottovalutata in quanto le conseguenze possono sfociare in diversi sintomi come nervosismo, scarsa concentrazione ed attenzione, quindi basso rendimento scolastico. I bambini risulteranno meno attenti, poco attivi, più svogliati ed inclini a distrarsi. Ciò avviene perché il ferro è un macroelemento particolarmente indispensabile per lo sviluppo neurologico.

Un bambino con carenza di ferro può quindi subire una crescita più lenta sia a livello cerebrale che fisico.

Da alcuni recenti studi è infatti emerso che soltanto due bambini su 10 assumono il giusto quantitativo di ferro. Si tratta di un’analisi piuttosto allarmante soprattutto se si tiene conto dell’accortezza delle madri che preparano giornalmente alcuni alimenti specifici ricchi di ferro e sali minerali per i loro piccoli.

Onde evitare la carenza di ferro nei bambini, lo svezzamento è già una fase fondamentale per la crescita e lo sviluppo del piccolo, pertanto bisogna iniziare ad introdurre un’alimentazione ricca di cibi nutrienti al fine di soddisfare il giusto fabbisogno di ferro giornaliero. È bene quindi prediligere cibi che, oltre ad essere ricchi di ferro, siano in grado di contribuire ad un maggiore assorbimento se correttamente abbinati ad altri alimenti.

Per esempio il latte va a ridurre l’assorbimento di questo minerale, pertanto non deve essere abbinato ai cibi che invece ne possiedono in grandi quantità, in primis la carne.

Una sostanza in grado di facilitare l’assorbimento del ferro da parte dell’organismo è la vitamina C, dunque è consigliabile assumere la buona abitudine di spremere del succo di limone sulla carne per garantire al bambino il giusto apporto di ferro oppure incrementarne l’assorbimento di oltre il 20%.

Integratori di ferro per bambini: quando somministrarli?

Per soddisfare il corretto fabbisogno di ferro quotidiano sono necessari minimo 7 mg di questo minerale al giorno fino ai 4 anni e dai 4 anni in poi sono necessari almeno 9 mg giornalieri.

Se dovessero manifestarsi i sintomi tipici della carenza di ferro nei bambini come scarso appetito, disturbi del comportamento, infezioni frequenti, scarso sviluppo fisico e una maggiore sudorazione è fondamentale chiedere un consulto al pediatra di fiducia al fine di effettuare alcuni accertamenti prima di somministrare al piccolo gli integratori di ferro senza le indicazioni dello specialista.

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